Parrocchia San Giovanni Apostolo ed Evangelista - Inizio Corsi ai Sacramenti: Corso Prematrimoniale e Cresime per Adulti
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CHI SIAMO. Notizie storiche della Parrocchia

Verso la fine dell’anno 1960, il Superiore provinciale, padre Alessio De Marchi, della Congregazione delle Sacre Stimmate di Nostro Signore Gesù Cristo (Stimmatini) il cui fondatore – San Gaspare Bertoni – sacerdote veronese (1777-1853), convocò padre Primo Cassini per comunicargli che l’Arcivescovo di Catania, Mons. Guido Luigi Bentivoglio, aveva chiesto la presenza di una comunità stimmatina a Catania. Padre Primo rispose senza esitazione: “Ecce ego: mitte me” (eccomi, manda me!).

Il rione scelto, il Villaggio Cardinale Dusmet, in contrada Cucinotta, a nord-est della città, si trova in una posizione incantevole, alle falde meridionale dell’Etna, a cinque minuti dal mare Jonio di Ognina. Esso era costituito da case popolari, abitate da gente povera con tanti bimbi: un ambiente difficile ed un compito arduo per l’inserimento di una nuova Parrocchia. Allora contava una popolazione di circa 9.000 anime. Ma il pioniere padre Primo non si lascia vincere dalla desolazione e dalla povertà. Fiducioso com’era affidò la sua missione alla Vergine Maria e sicuro di ottenere quanto Cristo gli aveva comandato di fare e incoraggiato dal Clero catanese, da buon “polentone” iniziò l’opera d’insediamento. Bussò alle porte della politica locale (Sindaci e Assessori catanesi) spingendosi anche in quella regionale (Palermo), ottenendo pian piano, l’assegnazione di un alloggio popolare e il terreno per la costruenda Chiesa. Mons. Ciancio, Vicario generale, gli affidò l’incarico di 10 ore di insegnamento di religione, presso il liceo-ginnasio Cutelli di Catania. A questo punto occorreva far giungere “rinforzi” dal Nord, per poter costituire una piccola comunità di stimmatini nel profondo Sud. Ci fu un susseguirsi di confratelli, in cinquant’anni della loro presenza in terra di Catania. Figure da non poter dimenticare quali: P. Ottavio Vallarsa, fra Santo Bissoli, p. Bruno Montanaro, p. Santo Guardini, p. Silvano Zanella, p. Lino Gagliani, p. Danilo Panato, p. Donato Lo Vito, p. Luigi Veronese, p. Franco Peranzoni, p. Giovanni Cignoli. Ma il terreno ottenuto per la costruenda Chiesa era costituito in gran parte da lava e pertanto occorreva spianarlo perbene in attesa che arrivassero i finanziamenti destinati ai lavori. In estate arrivavano giovani seminaristi dal nord (S. Leonardo – Verona) a dare una mano ai padri. Sotto il sole cocente delle estati catanesi armati di picone, mazzuolo, scalpello … e tanta forza, cominciarono l’opera di bonifica. A questa prima impronta seguì quella delle istituzioni, che con i finanziamenti decretati, iniziò e completò i lavori. Correva l’anno 1970. Dopo dieci anni di duro lavoro ecco la nuova Chiesa! Il giorno della solenne inaugurazione arrivò: (8 Dicembre 1970). Se prima, celebrare la S. Messa in un stanzetta 8×8 sembrava essere in una “cattedrale”, adesso con la Chiesa nuova, ci si sentiva in “S. Pietro”. Dal lontano 1960, anno in cui gli Stimmatini misero piede in terra catanese, il sodalizio umano, da loro fortemente voluto, è cresciuto fra alti e bassi, solidarietà ed incomprensioni, dimostrazioni di amicizia e simpatia, momenti di esaltazione e di sconforto. Dopo 13 anni di intensa attività pastorale, p. Primo Cassini nel 1983 viene “trasferito” a Tremestieri Etneo, nell’hinterland catanese, dove erano iniziati e portati avanti alacremente i lavori della costruenda Parrocchia di S. Marco, peraltro confinante con quella di S. Giovanni e anch’essa di «stampo Bertoniano». Le impronte adesso sono due, come i piedi di Colui che annunzia la “Buona Novella”. Intanto, anche la popolazione giuridica-parrocchiale viene divisa e a S. Giovanni restano poco più di 5.000 anime. Padre Primo viene sostituito egregiamente da p. Danilo Panato (2° parroco stimmatino), il quale poco dopo il suo mandato e su richiesta dei superiori, decide di partire missionario per le Filippine (1984) dove fonda con due confratelli una comunità stimmatina, la prima in estremo Oriente, dando vita al gemellaggio Catania-Manila. Gli succede p. Lino Gagliani (3°parroco stimmatino), venuto dalla missione africana di Costa d’Avorio.

Sarà p. Giovanni Cignoli (1988) il 4° ed ultimo parroco stimmatino di S. Giovanni. Lascia Catania nel giugno del 2001 per
essere trasferito a Bellizzi (Salerno).
Da quel seme piantato 50 anni prima, in una terra arida e desolata, innaffiato dall’instancabile opera di predicatori, è nata una piantina divenuta un albero, sotto i cui rami viene a cercare riparo e protezione il povero, l’affamato e l’afflitto per poi ritornare ricco, sazio e consolato. L’abbondanza del raccolto richiede sempre un maggior sacrificio. In cinquant’anni di storia stimmatina, la realtà é totalmente cambiata. La zona è stata ulteriormente bonificata con strade, scuole, illuminazione e verde pubblico pur restando un quartiere a rischio. La comunità stimmatina è stata dimezzata e ha lasciato la terra di Catania nel Settembre 2001, restando in periferia, e precisamente nella parrocchia di S. Marco in Tremestieri Etneo, dove continua con grande laboriosità, l’opera bertoniana.

La Parrocchia di S. Giovanni Apostolo passa alla guida della Diocesi, avendo come parroci dal 2001 a tutt’oggi: p. Antonio Annino, (1°parroco diocesano) p. Mimmo Guerra (Amministratore prima e 2°parroco poi), p. Salvo Consoli, (3° parroco, coadiuvato dalla valida presenza del Diacono Nino Montesanto).

Dal 22 Ottobre 2011, l’attuale pastore affidatario é un giovane sacerdote catanese – Don Orazio Bonaccorsi, (4°parroco diocesano) collaborato dalla partecipazione attiva ed efficiente del Diacono Don Nino Montesanto.

Nato e vissuto a meno di 500 mt. dalla Chiesa di S. Giovanni, riceve il sacramento del Battesimo proprio da colui che vi pose la prima pietra cinquant’anni or sono: p. Primo Cassini 1° stimmatino in terra di Catania.
È stato alunno dell’Almo Collegio Capranica di Roma. È sacerdote dal 29 giugno 2005 dell’Arcidiocesi di Catania. Ha conseguito il baccelliarato in filosofia, Teologia e la Licenza in Diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e il Dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense.
Il suo dinamismo, la sua instancabile operosità, le sue innovazioni, contribuiscono e tenere accesa la fiamma della Fede dei parrocchiani già infervorata dagli Stimmatini e giunta ai nostri giorni con la stessa intensità e luminosità da allora.

CURIOSITA’

Perché il Villaggio fu chiamato Dusmet?

La risposta la dà il Vescovo Guido Luigi Bentivoglio a don Primo, quando arrivò a Catania.
L’amministrazione civica di Catania aveva pensato di chiamare questo nuovo villaggio, dove erano state trasferite in gran parte le famiglie degli sfollati dai centri cittadini, in onore del Vescovo. Proprio lui disse a don Primo che egli volle chiamarlo Villaggio Dusmet, in memoria del grande Arcivescovo benedettino di Catania, al secolo Giuseppe Benedetto Dusmet (1867-1894), benedettino catanese nonché abate del monastero di S. Nicola all’Arena, ora beato. Per ben ventisette anni era stato apostolo della carità in tutta la città e con l’aiuto di amici e persone sensibili alle sofferenze dei poveri, andava notte e giorno a portare in tutte le case brande, viveri di ogni genere e s’interessava, insonne di tutti i poveri e diseredati.

DECRETO DI COSTITUZIONE DELLA PARROCCHIA
 
 
PROGETTO DELLA COSTRUENDA PARROCCHIA